Arte-Spettacolo
  • Maggio 13th, 2019

Dopo un acclamato debutto nello storico Teatro Tordinona di Roma, “Barbie Time” scritto da Guido Del Vento (regista) e Alessandro Di Marco, è in tour:

• dal 9 al 12 maggio, alle 21.00, domenica alle 17.30 al teatro Studio Uno, in via Carlo della Rocca, 6 a Roma, all’interno della rassegna “I giorni della comune”: un collettivo interamente composto da un team di giovani artisti del panorama off romano (Lorenzo De Liberato, Lorenzo Garufo, Alessandro De Feo, Matteo Ziglio) che proporrà un mese di programmazione dove il fil rouge delle attività sarà il rapporto tra arte e disagio umano con un particolare rimando al teatro di Bertolt Brecht che della miseria del mondo ha parlato forse come nessun altro;

• il 16 maggio, alle 21.00, al teatro del Fuoco, in vicolo Cutino, 6 a Foggia, in collaborazione con Giuseppe Maffia, referente Associazione Famiglie Arcobaleno Puglia e alcune associazioni per i diritti LGBT;

• il 17 maggio, alle 20.30, al teatro Il Piccolo, in via XX settembre, 14 a Matera, in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, organizzato dall’Associazione Agedo Matera (Associazione di genitori parenti ed amici di persone omosessuali) in collaborazione con: l’Associazione RiSvolta i colori dei diritti, Le Monacelle Fondazione, Giallo Sassi, Makera (SOC. Coop. Sociale) Onlus, IAC (Centro Arti Integrate) e l’Associazione Roccia Viva (Reforest Matera’s land) con il patrocinio di Matera 2019 (Open Future Education);

• il 19 maggio, alle 21.00, al teatro Alfa, in via Casalborgone, 16, a Torino, in collaborazione con Francesca Filippone, membro del consiglio direttivo di Agedo Torino (Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT+).

La transessualità è il tratto distintivo dello spettacolo ma è pennellato da sfaccettature diverse dalla solita difficoltà di un figlio di fare coming out alla famiglia e del solito lavoro di accettazione che un omosessuale deve compiere per piacere alla società e all’ambiente in cui vive, tipo la scuola. “Temi anche questi su cui riflettere – dichiara il regista Guido Del Vento – anche se quando si parla di omosessualità/transessualità non viene mai descritto il percorso che devono affrontare invece le famiglie: un percorso di accettazione non facile. I genitori, magari, hanno creduto e immaginato un figlio diverso, invece, si trovano a scoprire che il proprio figlio è “altro”, un altro non sbagliato ma differente da quello pensato. Dunque, la mente dei genitori deve demolire un’idea del proprio figlio e accettare un figlio per quello che è”.

La famiglia è centrale nella vita di ognuno di noi e il regista Guido, nello spettacolo, mette in risalto la figura genitoriale in quanto tale, aldilà del caso specifico trattato in questo caso, del rapporto tra il padre e il figlio transessuale “un po’ il tentativo di esorcizzarli – continua il regista – e vederli semplicemente non come delle figure che non devono mai sbagliare nei confronti dei propri figli ma delle persone che fanno ciò che possono”. Una lente a 360° sul comportamento dei genitori che spesso i figli giudicano.

La sinossi. Nel camerino di uno strip bar, una sera come le altre, Stella e Gloria si preparano per il loro solito show, incalzate da Tantarobba. Azioni consuete, di sempre. Uno strato di cipria, glitter come se non ci fosse un domani, un rossetto spavaldo e aggressivo. Ballano ridono e litigano, Gloria e Stella, amiche di una vita, amiche da sempre. Amiche da quando Stella si chiamava ancora Gerardo e combatteva con i suoi genitori affinché la riconoscessero per quella che era. Una lettera inaspettata da parte della famiglia porta Stella a ripercorrere con la memoria i momenti salienti della sua vita passata e i disperati tentativi di farsi accettare, che prendono corpo sulla scena dietro un velo di ricordo e di rabbia, di commozione, nostalgia e ferocia.

La lettera contiene un invito, un tentativo di riconciliazione, forse, al quale Stella sembra non voler cedere. Ma Gloria e Tantarobba la convinceranno ad accettare quella mano tesa che viene dal passato. In un finale inaspettato, tutti i personaggi di questa storia, semplice ma a modo suo straordinaria, saranno costretti a fare i conti con il compiersi irrimediabile del Tempo, implacabile divoratore di occasioni propizie e attimi fuggenti.

“Lo spettacolo è molto forte: ha note divertenti e anche molto profonde. – spiega il regista Guido Del Vento – Proprio in virtù delle tematiche trattate, è stato notato e candidato al Premio “La Karl Du Pigné”, dedicato a una delle prime travestite cabarettiste, attivista impegnata per il movimento gay”.

Uno spettacolo ironico e toccante per riflettere sulla diversità, l’accettazione dell’altro, gli affetti famigliari. “La caratteristica di questo spettacolo – conclude Guido – è un lavoro verso la verità. Non abbiamo voluto creare un cliché ma concentrarci sui personaggi che hanno delle reazioni di scena molto veri e reali rispetto la situazione. Ed è uno spettacolo, a mio parere, importante perché mette in risalto le dinamiche genitori figli che sono spesso unidirezionali ossia si prende sempre in considerazione l’aspetto figlio e non quello genitore”.

Il cast “Collettivo di attori guidata da Guido Del Vento” è formato da: Antonio De Stefano (Stella), Giorgia Berti (Gloria), Barbara Bricca (Tantarobba), Martina Montini (mamma Margherita), Sarah Nicolucci (zia Imma), Armando Quaranta (papà Salvatore), Anna Sannolla (make-up). Le scene e i costumi sono di Nicola Civinini, l’aiuto regia di Gabriele Planamente, le foto di scena di Marcella Cistola e Simona Casadei, a curare il light design Sirio Lupaioli.

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