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  • Aprile 3rd, 2019

Simone Coda è stato il promotore dell’incontro che porterà alla nascita di un collettivo sull’isola

Un incontro con l’Arcigay di Napoli sull’isola di Ischia per dar vita ad “una collaborazione che ci vedrà allargare le nostre azioni in maniera straordinaria”. Lo comunica Arcigay Antinoo Napoli che nella giornata di domenica, con i suoi rappresentanti, ha incontrato alcuni ischitani. Si tratta di “Risorse che determineranno la nuova era isolana”, promettono dall’associazione. In prima linea Simone Coda che ha organizzato l’incontro.

“Quello di domenica è stato il primo incontro per dar vita ad un collettivo lgtb (sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) sull’isola di Ischia”, ci conferma Simone Coda. E continuando: “Al momento ancora non sappiano né dove né quando, ma certamente abbiamo l’idea e la volontà di far nascere sulla nostra isola un collettivo. Ma il percorso è ancora lungo: abbiamo bisogno di persone che siano formate, di permessi, di un logo e di una sede dove ritrovarci”. La strada per la nascita del collettivo sull’isola è ancora lunga e ce lo conferma Simone. “Alcuni ragazzi che domenica erano presenti all’incontro, purtroppo, non sono presenti in foto perché non hanno ancora fatto coming out e potrebbero avere dei problemi con le famiglie o sul luogo di lavoro. Stiamo procedendo per gradi: non vogliamo urtare la sensibilità di nessuno”. Proprio la non presenza in fotografia di alcuni ragazzi che hanno preso parte all’incontro di domenica dimostra quanto il percorso dei ragazzi della comunità lgtb ischitani sia ancora lungo. E l’isola è pronta a diventare arcobaleno? “Noi siamo pronti – ha detto Simone Coda – e l’idea di far nascere il collettivo lo dimostra. Non so se la comunità isolana lo sia realmente. Al momento non c’è nulla per i gay. Non c’è un locale, un negozio né alcuna attrattiva”. Domenica con i rappresentanti dell’arcigay di Napoli si è parlato di come affrontare il coming out e della giornata internazionale della visibilità transgender. “Al momento – chiosa Simone Coda – ho messo a disposizione casa mia per riunirci, ma non è quello il luogo adatto. A noi piacerebbe che l’isola sia pronta, anche se non ne sono sicuro. Siamo pronti per questa nuova sfida”.

In nessuno dei porti isolani c’è una bandiera “arcobaleno”. Da questo punto di vista anche questo elemento fanno di Ischia un luogo che non presta attenzione al mondo gay. Certo non lo discrimina. Pochi gli episodi di intolleranza, anche se comunque nel tempo si sono registrati. Siamo però lontani da un turismo “amico” come quello salentino. A Gallipoli, ad esempio, tutti i locali sono gay friendly: bar, discoteche, b&b, hotel ed anche spiagge. Spesso essere gay dà diritto addirittura a sconti o ad usufruire i convenzioni stipulate dai locali con associazioni gay. Nulla da invidiare però a Mikonos, Gran Canaria, Sitges e altri luoghi. In Puglia hanno intercettato il business ed è nato un ente di promozione del turismo gay che mette a disposizione degli interessati una vasta scelta di servizi per vacanze friendly. Ischia è purtroppo lontana anni luce da un’organizzazione simile, malgrado la presenza di un sito internet che indica gli hotel gayfriendly. Solo una decina sono le strutture presenti sull’isola dichiaratamente gayfriendly, ovvero il 3% del totale. Un numero che non rende giustizia. Una scelta che volontariamente aliena ad Ischia una larga fetta di turismo che potrebbe arrivare se opportunamente compulsata a scegliere l’isola. C’è chi ritiene Ischia un’isola arcobaleno e chi la considera bigotta. Per alcuni l’isola non è affatto gayfriendly come si vorrebbe far pensare, non ci sono locali, non si organizzano serate a tema o luoghi di ritrovo anche per gay. In passato esisteva una spiaggia che adesso è diventata solo meta di qualche nudista o guardone. Il riferimento è agli scogli di Zaro dove spesso ci sono persone che praticano nudismo. Se ci cerca una vacanza multicolor con tacchi a spillo e boa di struzzo, Ischia non certo è il luogo adatto. In compenso non è un luogo chiuso e omofobo. Ed il primo passo per la nascita del collettivo Lgtb ne è la dimostrazione.

Francesca Pagano

ilgolfo24.it