Arte-Spettacolo
  • Maggio 29th, 2019

Car* tutt*, con ironia, avete disprezzato “I Stand Alone” odiato “Irrèversible”, detestato “Enter The Void”, maledetto “Love”?

Ora provate a vedere Climax, il nuovo film di Gaspar Noè, con Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Smile Kiddy.

Vi spieghiamo tutto nella descrizione, buona lettura.Perchè – A volte ci sono eventi sintomatici di un’era. Questi eventi vengono fuori spontaneamente o no, arrivano fino alle forze dell’ordine, in seguito diventano informazioni su larga scala. Le informazioni assumono così una nuova dimensione: sono magnificate, ridotte, distorte, metabolizzate o meno da chi le disperde e da chi le riceve. Le vite gloriose o vergognose finiscono sulla carta, poi spariscono velocemente nell’oblio collettivo. L’esistenza non è che un’illusione fugace che ognuno di noi si porta nella tomba.

Quando si leggono le biografie, viene affermato tutto e il contrario di tutto. Succede lo stesso quando ogni storia o notizia viene svelata e i nuovi canali di comunicazione che si sono allargati a dismisura negli ultimi vent’anni rendono l’obiettività ancora più illusoria.

Gli uomini, come gli animali, nascono, vivono e muoiono lasciando una traccia non più grande di una margherita in mezzo a un campo. Gioie e dolori, conquiste e abbagli, occupano una percezione virtuale, un presente che non esiste al di fuori della memoria.

Nel 1996, un milione di storie sono finite sui giornali, storie che oggi abbiamo dimenticato e che domani dimenticheremo ancora di più. Molti di quelli nati e vivi in quell’anno sono ancora tra noi. Ma della maggior parte dei cuori che hanno smesso di battere non resta nulla, un nome in un cimitero o su qualche giornale dimenticato nel fondo di una cantina.

Al loro punto più intenso i piaceri del presente ci permettono di dimenticare quel vuoto così vasto. Gioia, estasi – sia costruttive che distruttive – funzionano come antidoto al vuoto. L’amore, l’arte, la danza, la guerra, lo sport sembrano giustificare il nostro breve periodo sulla terra. E di queste distrazioni, quella che mi rende più felice è la danza. Perciò quando ho pensato di realizzare un nuovo film, mi è sembrato stimolante farne uno basato su una notizia vera e propria, con ballerini il cui talento mi ha ipnotizzato. Con questo progetto, ancora una volta, posso rappresentare sullo schermo alcuni dei miei sogni e dei miei incubi.

Il 1996 era proprio ieri. Solo che non c’erano internet e i cellulari. Ma il meglio della musica era già lì. In Francia i Daft Punk avevano già pubblicato il loro primo album, L’Odio era già uscito al cinema e la rivista Hara-kiri era definitivamente incapace di resuscitare. Il massacro degli adepti dell’Ordine del Tempio Solare veniva tenuto nascosto dalle forze occulte dello stato, mentre una guerra selvaggia si propagava al suo interno.

Le guerre creano movimento, cambiamenti di popolazione, così come il credo di persone e i modi di vivere… E ciò che viene chiamato Dio sarà sempre lì dal lato della pistola più potente. Quello che era, sarà. La virgola potrà cambiare ma l’essenza della frase rimarrà sempre la stessa.

Come? – Sono sempre stato affascinato da situazioni in cui il caos e l’anarchia improvvisamente esplodono, sia le risse per strada, sia le sedute sciamaniche potenziate da sostanze psicotrope, o feste in cui tutti i partecipanti perdono il controllo a causa del troppo alcol.
Lo stesso vale quando giro. La mia soddisfazione sta nel fatto di non scrivere o preparare nulla in anticipo, e cercare il più possibile di far accadere le situazioni proprio di fronte a me, come in un documentario. E ogni volta che entra in scena il caos sono ancora più felice e so che questo genererà immagini di una potenza reale, più vicino alla realtà che al cinema.

Per questo motivo, invece di una vera sceneggiatura, ho scelto come base il semplice racconto di una storia inquietante. Una compagnia di ballerini si riunisce in un edificio isolato per prepararsi a un’esibizione. Dopo l’ultima prova scoppia il caos. Partendo da una bozza di una pagina sono riuscito a catturare momenti di verità e di trasformare in immagini questa sequenza di eventi collettivi. Se vuoi ballerini, attori o non professionisti che possano esprimere loro stessi fisicamente e verbalmente in maniera caotica, l’improvvisazione è fondamentale.

Per quanto riguarda la danza, ad eccezione della prima scena che è stata coreografata, i ballerini erano liberi di esprimersi proprio come volevano, spesso molto vicino all’inconscio, rivelando il loro individuale tumulto interiore. Con diversi stili di danza come il vogueing, il waacking o il krump, i partecipanti mostrano le loro abilità fisiche con straordinaria spontaneità. Con i migliori ballerini, tutto questo diventa a dir poco abbacinante.

Le scene sono state girate in maniera cronologica per creare sia uno stato di fiducia generale, sia uno spirito di competizione che ha spinto sempre più i ballerini verso danze psicotiche. Contrariamente alle più usuali rappresentazioni di danza, in cui ogni passo è prestabilito, ho cercato di spingere i protagonisti a simulare stati di possessione come quelli nelle trance rituali. Sebbene le droghe siano certamente all’interno della storia, questa volta l’idea non era di descrivere gli stati di alterazione della percezione soggettiva attraverso effetti visivi e sonori, piuttosto mantenere un punto di vista esterno sui personaggi. Un’altra regola era filmare molto rapidamente e in piani sequenza, una scelta resa possibile girando in un unico set. Questo mi ha permesso di terminare le riprese in quindici giorni durante febbraio del 2018.

Abbiamo provato la coreografia con i ballerini e, per preparare le altre sequenze di danza, abbiamo fatto ascoltare loro la musica già scelta per il film. Parlare di danza significa parlare di musica. Al fine di rispettare l’epoca in cui il film è ambientato, la musica – elettrizzante o melodica che sia – risale alla prima metà degli anni ‘90. E per creare uno coinvolgimento emotivo per tutti, abbiamo provato a includere dei brani che parlassero a un pubblico vasto.

Chi? – Fin dall’inizio l’idea era di realizzare un film con i migliori ballerini che avremmo potuto trovare in Francia o che si trovavano lì. Con lo scopo di centrare un film sull’espressione corporea, Serge Catoire e io non cercavamo attori ma cercavamo ballerini di krump o voguing nella regione di Parigi, oltre ai video che giravano su internet. Molto velocemente, e istintivamente, abbiamo capito con quali ballerini sarebbe stato bellissimo creare una compagnia per il film. Abbiamo coinvolto l’audace Edouard Weil (Rectangle Production) e Vincent Maraval (Wild Bunch), i co-produttori del mio film LOVE mentre la produzione di questo film low budget era in corso. Durante la nostra prima partecipazione a uno show di danza voguing, con ospiti come Léa Vlamos, ho incontrato Kiddy Smile, un grande DJ e musicista, che mi ha invitato ad assistere alle gare di danza dal palco. Serge e io non avevamo mai visto così tanta energia durante un evento a Parigi dalle manifestazioni in strada della nostra adolescenza.

Siamo riusciti a contattare i ballerini che ci hanno fatto sognare e abbiamo parlato con loro di un film che ha una storia ma non ha dei dialoghi già scritti. Inaspettatamente, il canale ARTE si è interessato al progetto. Kiddy è diventato un po’ il nostro “padrino”, contattando – e soprattutto convincendo – a nostro nome, alcuni dei suoi amici ballerini di voguing. Era ovvio che avremmo dovuto offrire a lui il ruolo di DJ Daddy. Allo stesso tempo volevo contattare la famosa Sofia Boutella a Los Angeles, che avevo incontrato una volta per offrirle il ruolo guida di coreografa. I suoi video in cui ballava mi avevano affascinato molto tanto quanto lei. Per un po’ di tempo si è impegnata nella recitazione ed è apparsa in diversi film. Sapevo che avrebbe avuto la forza e la follia necessarie per interpretare questo ruolo estremo e multisfaccettato. Prima di darmi una risposta, ci ha raccomandato la persona che considerava la scelta migliore per occuparsi della coreografia, Nina McNeely, e la ringrazio per questa meravigliosa idea. La presenza di particolari ballerini ha fatto sì che altri si unissero al gruppo. Siamo stati molto fortunati da incontrare waackers, krumpers e un gruppo di ballerini di electro dance (tra cui Romain Guillermic e Taylor Kastle) che subito ci hanno mandato dei video in cui simulavano la danza in trance. Da gioia nasce gioia. Ho contattato tutti i miei più preziosi collaboratori, che si sono resi disponibili (Benoît Debie, Lazare Pedron, Ken Yasumoto, Rodolphe Chabrier, Pascal Mayer, Fred Cambier, Denis Bedlow, Marc Boucrot, Tom Kan e Laurent Lufroy) a cui si è aggiunto il sostegno di Thomas Bangalter e di due nuovi meravigliosi collaboratori: lo scenografo Jean Rabasse e l’assistente alla regia Claire Corbetta-Doll.

In tempi record abbiamo trovato una scuola abbandonata a Vitry e abbiamo ottenuto i diritti per utilizzare le musiche che io volevo. Due giorni prima delle riprese abbiamo incontrato l’attrice e acrobata Souhelia Yacoub che ha ottenuto un permesso per lavorare con lo sbalorditivo contorsionista Strauss Serpent che poteva raggiungerci dal Camerun. Alimentate da un caos incontrollato, le riprese sono andate avanti in un’atmosfera di gioia, e le improvvisazioni del ballerini, sul pavimento o nei loro dialoghi estemporanei, hanno colpito tutti.
Due mesi dopo le riprese, siamo stati lieti di presentare questa riproduzione modesta di una realtà contemporaneamente euforica e triste,
Tutti i miei ringraziamenti vanno a chi ha reso possibile questo e a chi non c’è più…

Che la festa abbia inizio…

Il film

Al cinema dal 13 giugno, durata 95 minuti.

Il cast

Sofia Boutella – Selva
Romain Guillermic – David
Souheila Yacoub – Lou
Kiddy Smile – Daddy
Claude Gajan Maull – Emmanuelle
Giselle Palmer – Gazelle
Taylor Kastle – Taylor
Thea Carla Schøtt – Psyche
Sharleen Temple – Ivana
Lea Vlamos – Eva
Alaia Alsafir – Alaia
Kendall Mugler – Rocket
Lakdhar Dridi – Riley
Adrien Sissoko – Omar
Mamadou Bathily – Bats
Alou Sidibe – Alou
Ashley Biscette – Ashley
Mounia Nassangar – Dom
Tiphanie Au – Sila
Sarah Belala – Jennifer
Alexandre Moreau – Cyborg
Naab – Naab
Strauss Serpent – Strauss
Vince Galliot Cumant – Tito

Colonna sonora

Trois Gymnopedies (Erik Satie) By Gary Numan
Solidit By Chris Carter
Supernature By Cerrone
Born To Be Alive By Patrick Hernandez
Pump Up The Volume By M/A/R/R/S
French Kiss By Lil Louis
Superior Race And Technic 1200 By Dopplereffekt
Dickmatized By Kiddy Smile
Sangria And What To Do By Thomas Bangalter
Voices By Neon
The Art Of Stalking By Suburban Knights
Rollin’ & Scratchin’ By Daft Punk
Windowlicker By Aphex Twin
Electron By Wild Planet
Tainted Love / Where Did Our Love Go By Soft Cell
Utopia Me Giorgio By Giorgio Moroder
Angie By The Rolling Stones
Mad By Cosey Fanni Tutti And Coh

Crew

Regista – Gaspar Noé
Sceneggiatore – Gaspar Noe
Fotografia – Benoît Debie
Montaggio – Denis Bedlow, Gaspar Noé
Suono – Ken Yasumoto
Scenografia – Jean Rabasse
Costumi – Fred Cambier
Coreografie – Nina Mc Neely
Aiuto regia – Corbetta Doll
Produttore esecutivo – Serge Catoire
Effetti visivi – Rodolphe Chabrier, Mac Guff Line
Supervisore alle musiche – Pascal Mayer / Noodles
Prodotto da – Edouard Weil,Vincent Maraval, Brahim Chioua
Coprodotto da – Gaspar Noé, Richard Grandpierre, Michel Merkt, Patrick Quinet
Produttori Esecutivi – Eddy Moretti, Danny Gabai
Produzione di Rectangle Productions, Wild Bunch
In coproduzione con Les Cinemas De La Zone
Eskwad, Knm, Arte France Cinema, Artemis Productions
Produttore Associato – Vice Studio
Con il supporto di Centre National Du Cinema Et
De L’image Animee (Creation Visuelle Et Sonore Numerique), La Sacem
In coproduzione con Voo & Be Tv Shelter Prod
In collaborazione con Taxshelter.Be & Ing
Con la partecipazione di Cineventure 3

Gaspar Noè (regista)

1991: Carne
1998: I Stand Alone
2002: Irréversible
2010: Enter the Void
2015: Love
2018: Climax

Sofia Boutella (attrice)

2014: Kingsman: Secret Service di M. Vaughn
2016: Tiger Raid di S. Dixon
2016: Star Trek Beyond di J. Lin
2017: Atomica Bionda D. Leitch
2017: La Mummia di A. Kurtzman
2018: Fahrenheit 451 di R. Bahrani

Kiddy Smile (musicista)

2016: Let A Bitch Know (video musicale)
2017: Teardrops In The Box (video musicale)
Figura leader di un movimento di danza militante che lotta per la visibilità intersezionale queer.
Kiddy Smile sta per pubblicare il suo primo album.

Nina Mc Neely (coreografa)

Coreografa di Los Angeles, visual artist e
direttore creativo che ha collaborato
con artisti come Diplo, Sia, Christina Aguilera,
Chloe X Halle, A. T. Huang, Björk, Banche,
30 Seconds to Mars, Floria Sigismondi,
Rihanna, Ry X, Dillon Francis, Eve,
Mø, Grimes

Benoît Debie (direttore della fotografia)

2002: Irréversible di G. Noé
2004: Calvaire di F. du Welz
2004: Innocence di L. Hadzihalilovic
2009: Enter the Void by G. Noé
2012: Spring Breakers di H. Korine
2015: Love di G. Noé

Jean Rabasse (scenografo)

1995: La città perduta di M. Caro and J.P. Jeunet
2003: The Dreamers di B. Bertolucci
2009: Oceans di J. Perrin
2013: Venere in pelliccia R. Polanski
2016: Jackie di P. Larraín
2017: Da una storia vera di R. Polanski

Serge Catoire (produttore esecutivo)

1997: Ma 6-T va cracker di J.F. Richet
1999: Il vento della note di P. Garrel
2002: Irréversible by G. Noe
2007: The Pope’s Toilet di E. Fernandez
2011: La Guerra è dichiarata di V. Donzelli
2015: Love by G. Noé